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Riscrivere il futuro dell’Australia

L'Australia sta affrontando il più grande progetto infrastrutturale della sua storia.

L'Australia è vasta. È grande indicativamente quanto gli Stati Uniti, ma la sua popolazione è meno dell'8% di quella degli Stati Uniti. La bassa densità di popolazione rende lo sviluppo della banda larga particolarmente impegnativo in molti luoghi. Nonostante l’Australia vanti una delle economie più forti al mondo, la sua popolazione ha a che fare con una delle connessioni ad Internet più lente, e molte aree rurali del paese hanno un accesso al servizio limitato o assente.

Per gestire il problema, il governo australiano ha proposto la creazione di un servizio di banda larga nazionale (NBN - National Broadband Network) che avrebbe portato un accesso a Internet veloce a tutti i residenti del paese. Tuttavia, dopo tre anni di lavoro, il più grande progetto infrastrutturale del paese aveva accumulato ritardo rispetto alla tabella di marcia e sembrava potesse superare il budget di diversi miliardi di dollari.

Nell'ottobre del 2013, l'NBN ha assunto BCG perché trovasse una soluzione al problema. Il progetto era tutt'altro che semplice: dovevamo fornire una nuova strategia prima della fine dell'anno.

Quattro anni e 30 miliardi di dollari australiani risparmiati

Assemblando un team internazionale con oltre 30 professionisti BCG, inclusi esperti di geoanalitica, ottimizzazione avanzata, costruzione e cinque diverse tecnologie di banda larga, abbiamo progettato modelli complessi per valutare il modo più rapido ed economico per lanciare o espandere il nostro servizio di banda larga in oltre 60.000 aree di distribuzione in tutto il paese.

La nostra analisi ha dimostrato che l'Australia poteva consentire di far risparmiare ai contribuenti indicativamente 30 miliardi di dollari australiani e quattro anni di lavori di costruzione qualora l'NBN, il National Broadband Network, potesse essere flessibile circa l'attuazione di un'ampia gamma di tecnologie (cavo, fibra in azienda, fibra a nodo usando la rete in rame esistente "ultimo miglio," dalla fibra al punto di distribuzione, e soluzioni wireless fisse) anziché affidarsi quasi completamente a una rete fibra-sul-posto, che era il piano originale del governo.

La nuova strategia consentirà all'Australia di completare l'NBN entro il 2020 e di accelerare l'adozione della banda larga in molte delle regioni meno servite della nazione.

Q&A con il Broadband Specialist

Dorothee lavora nell'ufficio BCG di Sydney ed è un membro attivo della nostra practice di Technology, Media & Telecommunications. Un tempo consulente, ora Dorothee riveste il ruolo di project leader. Ha conseguito un MBA presso l'Australian Graduate School of Management, University of New South Wales, e l'equivalente di un master (Diplom-Kulturwirt) in commercio presso l'Università di Passau.

Q: Qual è stato il tuo ruolo in questo progetto?

A: Il cavo a banda larga era una componente vitale di questo progetto. Io ho una discreta esperienza quando si parla di operatori via cavo in Europa. Inizialmente ci siamo chiesti: "Cosa accadrebbe se potessimo sfruttare le reti del servizio via cavo esistenti anziché portare la fibra in ogni singola casa?" Ero responsabile di quell'analisi: quanto sarebbe costato, quanto tempo avrebbe richiesto. Il nostro obiettivo era quello di garantire performance ottimali ai contribuenti australiani, al costo più basso.

Q: La questione sembra complessa. Cosa prevedeva quell'analisi?

A: È necessario capire i costi veramente nel dettaglio. bisogna arrivare a capire quanti metri di cavo servono e quanto costa effettuare gli scavi per ogni casa e per ogni azienda. La mia esperienza si fermava solo al cavo. Ci siamo rivolti a degli esperti, compresi dei consulenti BCG dalla Svizzera, da Dubai, dal Belgio e dagli Stati Uniti affinché eseguissero lo stesso tipo di analisi per ogni tecnologia che stavamo prendendo in esame.

Q: Come si poteva raggiungere un risultato così importante in così poco tempo?

A: Era un progetto enorme, che vedeva coinvolta un'elevata quantità di dati. Ma ciascuno di noi sapeva esattamente cosa doveva fare, e abbiamo interagito incessantemente. L'esperienza mi ha insegnato molto su come scomporre un progetto complesso in parti definibili e su come restare concentrati; il tutto in modo estremamente accurato. Ho acquisito fiducia nelle mie abilità di management e coraggio nel prendere decisioni importanti. Da quel momento sono stata promossa a project leader in BCG.

Q&A con uno dei nostri Financial Analyst

Alan è entrato a far parte di BCG nel 2012, come consulente junior nell'ufficio BCG di Sydney. Alan ha una laurea in economia e commercio conseguita presso l'Università del New South Wales.

Q: Qual è stato il tuo ruolo in questo progetto?

A: Nel team addetto alla modellazione c'erano 10 o 15 persone. Io mi occupavo del modello finanziario, avevo un ruolo importante. Letteralmente milioni di data point con miliardi di dollari in gioco. Abbiamo analizzato sei diversi scenari - ciascuno dei quali rappresentava un piano di esecuzione diverso oltre che un mix di tecnologie - e l'impatto economico che ciascuno scenario avrebbe comportato, in modo da consentire ai team di determinare i compromessi finanziari e operativi fra gli scenari.

Q: Quale elemento ha reso soddisfacente il lavoro compiuto su questo progetto?

A: Sono fiero di aver fatto parte di un progetto che avrà un impatto decisamente significativo sul nostro paese. L'NBN (National Broadband Network) avrà un impatto su ciascuno di noi australiani in qualche forma, a prescindere da dove viviamo. L'NBN non è presente solo per portarci allo stesso livello di altri paesi; fornirà l'infrastruttura per la nostra futura crescita e il nostro sviluppo.

Q: Cosa ti ha attirato in BCG dopo aver conseguito la laurea in economia e commercio?

A: Mentre stavo facendo colloqui per un praticantato presso alcune aziende legali, sono stato invitato per un colloquio in BCG. Francamente non avevo mai pensato molto al mondo delle consulenze, ma mi è piaciuto molto il colloquio basato sul case study e ho pensato che quel tipo di lavoro si sarebbe potuto trasformare in una straordinaria carriera. BCG mi ha consentito di completare il mio praticantato estivo e di conoscere il mondo del diritto; l'anno successivo ho iniziato a lavorare in BCG.

​​Q​​&​A​​​​​ con uno dei nostri Geoanalisti

Nicholas è un senior knowledge analyst del team di GeoAnalitica di BCG, con sede a Boston. Esperto nel campo dell'analisi spazio-temporale, Nicholas ha conseguito un Dottorato in geografia presso la Arizona State University, una laurea di secondo livello in scienze informatiche presso la Clark University e una laurea di primo livello in geografia presso l'unità di Clark.

Q: Sono certo che ti venga spesso chiesto di spiegare cos'è la geoanalisi e cosa fai nel tuo lavoro.

A: Esatto. In qualità di membro del team geoanalitico di BCG, analizzo i problemi spaziali per conto dei nostri clienti. Questi sono solitamente complessi, coinvolgono corposi dataset e sono in larga misura guidati dalla location, nel senso che contengono un aspetto legato al "dove". Per esempio analizzo l'ottimizzazione del network per i dettaglianti - dove collocare negozi o magazzini - oppure, come in questo caso, i compromessi della location per una determinata tecnologia.

Q: Qual è stato il tuo ruolo in questo progetto?

A: Il mio ruolo primario consisteva nel creare il modello di tecnologia-assegnazione-ottimizzazione. Ero, inoltre, la persona a cui rivolgersi per la visualizzazione dei dati spaziali, in quanto il fatto di poter "vedere" un problema può effettivamente aiutare a risolverlo. Riuscivo quasi a vedere la lampadina accendersi nella testa delle persone sul perché, per esempio, una porzione di terra sarebbe stata servita meglio dal satellite che dalla fibra.

Q: Cos'hai imparato lavorando su questo progetto?

A: L'esperienza ha rinforzato la mia consapevolezza del fatto che non è possibile predeterminare il proprio percorso per giungere a una soluzione. Dobbiamo lasciare che siano i problemi a definire l'approccio. Non potevamo limitarci a dire: "Abbiamo un martello universale, troviamo dei chiodi." Dovevamo costruire o personalizzare molti degli strumenti usati per la nostra analisi, compresi gli algoritmi di ottimizzazione della tecnologia. Non sono nemmeno sicuro di chi altro sarebbe riuscito a realizzare tale progetto.

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