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Milano—Il mercato globale delle fusioni e acquisizioni entra nel 2026 con aspettative elevate, sostenute da condizioni finanziarie più favorevoli e da una rinnovata fiducia degli operatori. Il recupero, tuttavia, non è stato lineare.

Il report M&A Outlook 2026: Expectations Are High—Again ” di Boston Consulting Group (BCG), quantifica il valore complessivo delle operazioni annunciate in 3.000 miliardi di dollari nel 2025, in crescita del 31% rispetto all’anno precedente e leggermente al di sopra della media degli ultimi dieci anni, pari a circa 2.900 miliardi.

Tuttavia, per buona parte del 2025 l’attività è rimasta frenata da incertezza macroeconomica, inflazione persistente e tensioni geopolitiche. L’accelerazione si è concentrata nella seconda metà dell’anno, quando il valore aggregato delle operazioni è risultato superiore del 40% rispetto al primo semestre. I volumi sono rimasti sostanzialmente stabili, con circa 33.000 operazioni nel 2025 contro 33.800 nel 2024, ben al di sotto del picco di oltre 41.000 registrato nel 2021. A trainare la ripresa sono state soprattutto le operazioni di maggiore dimensione: le transazioni di valore pari o superiore a 500 milioni di dollari sono state circa 900, oltre cento in più rispetto all’anno precedente. È tornata anche la stagione dei megadeal: nel 2025 sono state annunciate 39 operazioni superiori ai 10 miliardi di dollari, contro le 28 del 2024, pur restando sotto il record di 51 del 2021.

«Il mercato europeo dell’M&A sta progressivamente uscendo dalla fase di volatilità degli ultimi anni. Le operazioni annunciate di recente segnalano un ritorno a livelli di attività più coerenti con i fondamentali e creano le condizioni per un 2026 in accelerazione.” commenta Enrico Tanduo , Managing Director e Partner di BCG. “In Italia il 2025 si è chiuso con volumi stabili, ma registriamo una ripresa dell’attività sia da parte degli investitori finanziari sia sul fronte delle operazioni strategiche, in linea con il rafforzamento del quadro europeo».

Europa: fiducia in forte recupero e dinamiche differenziate

Dal punto di vista geografico, il Nord America si è confermato l’area più attiva per valore delle operazioni, con 1.900 miliardi di dollari, pari a circa il 60% dell’attività globale del 2025. L’Europa ha totalizzato 524 miliardi di dollari, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2024. All’interno della regione emergono però forti differenze: la crescita è stata significativa nei Paesi Bassi, in Svizzera, in Germania e in Svezia, mentre Regno Unito, Spagna e Francia hanno registrato un calo dell’attività.

Il miglioramento più evidente riguarda la fiducia degli operatori. L’M&A Sentiment Index di BCG a livello globale si attesta a 75, in recupero rispetto ai minimi del 2022 ma ancora sotto la media storica di 100. Nelle Americhe l’indice è salito a 91, mentre l’Asia-Pacifico resta più cauta, con un valore di 30, riflesso di persistenti incertezze di politica economica.

In Europa la dinamica appare più marcata: l’indice ha toccato 96 a dicembre 2025, avvicinandosi alla media di lungo periodo e segnalando un ritorno della fiducia su livelli prossimi alla normalità. Le operazioni annunciate nelle prime settimane del 2026, in particolare nei servizi finanziari e nel comparto industriale, suggeriscono un mercato più reattivo rispetto alla seconda metà dello scorso anno, in linea con il rafforzamento del sentiment registrato nella regione.

Settori: tecnologia e servizi finanziari in prima linea

A livello settoriale, il comparto tecnologia, media e telecomunicazioni si è confermato tra i più dinamici, con una crescita significativa del valore delle operazioni sostenuta anche da megadeal in tutte le principali sottocategorie. La domanda legata all’intelligenza artificiale, ai data center, alla cybersicurezza e alle infrastrutture cloud continua ad alimentare l’interesse sia di investitori strategici sia finanziari.

Anche i financial services si aprono a nuove prospettive di consolidamento e riposizionamento dei portafogli. Emergono inoltre segnali di un rafforzamento atteso da tempo nel banking tradizionale, in particolare in Europa, dove una serie di operazioni e tentativi di acquisizione nel 2025 ha evidenziato una rinnovata spinta verso l’integrazione.

Anche i comparti sanità ed energia mostrano dinamiche positive. Nel farmaceutico, la necessità strategica di rafforzare e rinnovare il portafoglio prodotti mantiene elevata e strutturale l’attività di M&A, mentre nel settore energia e utility la transizione energetica e la crescente domanda legata a elettrificazione e data center favoriscono nuove operazioni. Industriale e prodotti di consumo mantengono un approccio più prudente, ma alcune nicchie, come materiali e trasporti, presentano opportunità legate alla resilienza delle catene di fornitura e alla trasformazione digitale.

Regolamentazione e disciplina strategica al centro dell’agenda 2026

Nonostante il contesto più favorevole, il 2026 si apre con alcune variabili critiche. L’attenzione delle autorità antitrust e l’evoluzione delle normative in ambiti come protezione dei dati, cybersicurezza e standard ESG rendono i processi di approvazione più complessi e talvolta più lunghi. Le restrizioni sugli investimenti esteri e le considerazioni di sicurezza nazionale possono inoltre incidere su struttura e tempistiche delle operazioni.

La riattivazione dei megadeal richiede quindi un’elevata disciplina strategica

Secondo le analisi di BCG, le aziende dotate di chiare logiche industriali e solide capacità di integrazione tendono a sovraperformare, riducendo i rischi associati a operazioni di grande scala.

Considerando le tendenze delle prime settimane del 2026, in un mercato che offre nuove opportunità ma resta esposto a shock esogeni, la preparazione lungo tutto il ciclo dell’operazione, dalla definizione della strategia alla fase di integrazione, rappresenterà il principale fattore distintivo per trasformare le opportunità in creazione di valore sostenibile.

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Alessia Esposito
Communication & Content Senior Manager

Rita Genuardi
Media Relations & Content Senior Specialist
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Informazioni su Boston Consulting Group

Boston Consulting Group (BCG), nata nel 1963, è oggi leader della consulenza strategica, con più di 90 uffici in 50 paesi e oltre 30.000 professionisti. BCG è al fianco dei clienti in diversi settori e geografie per identificare insieme le opportunità a maggior valore aggiunto, affrontare le sfide critiche e aiutarli nella trasformazione del business. Presente nel nostro Paese da oltre trent’anni, BCG Italia opera attraverso i due uffici di Milano e Roma ed è alla guida del Sistema East Mediterranean and Caspian.