Milano—Dopo aver registrato un solido tasso di crescita annuo composto (CAGR) nei primi anni del decennio, il mercato europeo dei ricambi e dell’assistenza auto crescerà a un tasso medio annuo dell’1,7% fino al 2035, meno della metà del 4,7% registrato tra il 2021 e il 2025, passando dai 99 miliardi di euro del 2025 a 116 miliardi previsti per il 2035. Secondo BCG, al 2035 avranno la meglio gli operatori che usano dati e AI per rafforzare la relazione con il cliente, piuttosto che puntare sul numero di veicoli riparati.
È quanto emerge dallo studio The European Aftermarket in 2035: The Winners Are Being Determined Now di Boston Consulting Group (BCG), che individua 19 tendenze per il comparto, raggruppate in cinque aree: contesto macroeconomico e regolatorio, tecnologia, comportamento dei clienti, filiera e concorrenza, intelligenza artificiale.
“Per decenni il settore ha seguito una regola semplice: più macchine in circolazione significavano più lavoro per le officine. Oggi però il parco auto europeo cresce a un ritmo più lento e la diffusione dell’elettrico sta progressivamente riducendo la necessità di manutenzione ordinaria, passando da una logica di volumi a una di valore per singola visita in officina,” spiega Giuseppe Collino, Managing Director e Senior Partner di BCG. “A coglierlo sarà chi saprà andare oltre l’uso della tecnologia come strumento per diminuire i costi, sfruttando il potenziale di AI e dati per anticipare i bisogni del cliente, proporre l’intervento giusto e restare in contatto anche dopo la riparazione. Le competenze tecniche su alta tensione e gestione termica saranno importanti per eseguire le riparazioni più complesse, ma a fare la differenza sarà la capacità di costruire un rapporto continuativo con chi guida.”
Perché l’aftermarket auto europeo rallenta?
Il parco circolante europeo raggiungerà 343 milioni di veicoli nel 2035, con una crescita annua dello 0,4% contro l’1% del periodo 2021-2026. I prezzi elevati delle auto nuove spingono molti automobilisti a comprare usato o a tenere più a lungo il proprio mezzo: entro il 2035 oltre un terzo dei veicoli in circolazione avrà più di 16 anni (era il 23% nel 2021). A questo si somma la riduzione delle percorrenze medie per veicolo, stimata nello 0,6% all’anno.
L’elettrico è tra i fattori che incidono di più, con un impatto di -0,7% annuo sulla crescita dell’aftermarket. Le auto interamente elettriche (escluse le ibride) passeranno dal 4% di oggi al 26% del parco circolante nel 2035. Nei Paesi del Nord e dell’Ovest Europa, dove la diffusione dell’elettrico è più alta, la pressione su riparazioni e manutenzione si farà sentire prima, con cali significativi dopo il 2030. Nell’Europa meridionale e orientale la traiettoria sarà più lenta, ma la direzione è la stessa.
In generale, i veicoli elettrici hanno meno parti in movimento e richiedono minor manutenzione ordinaria, ma i loro componenti sono più complessi e le riparazioni, quando servono, costano di più. Gli operatori con competenze su alta tensione e gestione termica potranno presidiare nuove aree di valore.
Anche i sistemi di assistenza alla guida (ADAS) riducono le collisioni (-0,2% annuo), ed entro il 2030 circa un terzo del parco ne avrà una qualche forma. Il loro effetto sul valore va nella direzione opposta: calibrazione, componenti complessi e dipendenza dai dati faranno crescere il valore di ogni intervento per le officine con le capacità necessarie, una volta che i componenti saranno standardizzati.
Ricavi dell’aftermarket europeo: inflazione, flotte e assicurazioni
L’inflazione2, stimata al 2% annuo, è il principale motore dei ricavi: contribuisce con 21 miliardi di euro, a fronte di un incremento complessivo del mercato di 17 miliardi, perché compensa i cali di volume. In Germania il costo medio di una riparazione è salito del 4% tra il 2024 e il 2025 e in alcuni Paesi i prezzi dei componenti originali aumentano oltre 2,5 punti percentuali sopra l’inflazione. Per gli operatori più solidi sarà più facile sopperire ad alcuni di questi rincari trasferendo i costi sui clienti, mentre molti li dovranno assorbire. Con queste premesse, è probabile che molti automobilisti rimandino interventi di assistenza non essenziali.
Cambiano le dinamiche anche lungo la filiera. I veicoli di flotta (aziendali, a noleggio e in leasing) passeranno dall’8% del parco nel 2021 al 20% nel 2035. Le assicurazioni gestiscono già circa il 70% delle riparazioni da collisione e hanno un peso crescente nella scelta delle officine, attraverso piattaforme proprie e reti convenzionate. Flotte e assicurazioni garantiscono volumi elevati e stabili, ma la loro attenzione ai costi e alla standardizzazione lascia alle officine poca flessibilità e margini ridotti. Per accedere a questo segmento, i centri di assistenza devono integrare i propri sistemi con quelli IT e con gli ecosistemi digitali di flotte e assicurazioni, un passaggio più difficile per le realtà più piccole. Nell’area EMEA3 le private label, spesso prodotte fuori Europa, hanno raggiunto circa il 20% del mercato in cinque anni, mentre le piattaforme online creano rapporti diretti tra fornitori e officine, offrendo un'alternativa a basso costo ai grossisti.
Come AI e digitale cambiano le regole del gioco nell’aftermarket auto
Lo studio delinea tre ambiti di applicazione dell’AI. Innanzitutto, nelle officine, dove la connettività dei veicoli consente diagnosi da remoto, manutenzione preventiva e aggiornamenti software a distanza, con un vantaggio per le case automobilistiche e le reti autorizzate, che hanno accesso diretto ai dati. Poi c’è la relazione con il cliente, con agenti e assistenti capaci di prendere contatti prima che si verifichi un problema, personalizzare l’offerta e automatizzare attività come la prenotazione degli appuntamenti. Lungo la filiera, i principali operatori usano la tecnologia per strategie di prezzo, previsione della domanda e pianificazione. Il punto di partenza, suggerisce BCG, è individuare il principale collo di bottiglia operativo (l’accuratezza delle previsioni, la pianificazione dei tecnici o la comunicazione con i clienti) per applicarvi l’AI, con gli agenti intelligenti che gestiscono l’esecuzione e gli operatori umani che garantiscono controllo e giudizio.
Le strategie sull’uso dell’AI cambiano a seconda del ruolo nella filiera: i grossisti devono diventare orchestratori dell’ecosistema, con piattaforme digitali proprie e un’offerta estesa a componenti elettrici ed elettronici, mentre i fornitori di primo livello (tier 1) possono spostarsi a valle, verso la diagnostica connessa. Le case automobilistiche e le officine autorizzate hanno nei dati e nella relazione con l’utente un vantaggio difficile da replicare e possono cercare partnership con i nuovi marchi cinesi che arrivano nel Vecchio Continente con reti di assistenza limitate. Infine, per gli operatori dell’autoriparazione, a fare la differenza saranno il know-how tecnico per interventi ad alto valore legati all’elettrificazione, l’accesso a fonti affidabili di domanda e l’integrazione negli ecosistemi digitali attraverso cui la domanda circola.
Il mercato dell’aftermarket europeo è in una fase di transizione che lo renderà, entro il 2035, più digitale e più concentrato, con flotte e assicurazioni più influenti e l’accesso ai clienti mediato da piattaforme e interfacce basate sull’AI. La scala resta rilevante, ma a decidere chi si distingue sarà la capacità di unire solidità operativa, competenze di AI e relazioni di ecosistema.
Per ulteriori informazioni
Alessia Esposito
Communication & Content Senior Manager
Rita Genuardi
Media Relations & Content Senior Specialist
Tel: +39 3440173796
Informazioni su Boston Consulting Group
Boston Consulting Group (BCG), nata nel 1963, è oggi leader della consulenza strategica, con più di 90 uffici in 50 paesi e oltre 30.000 professionisti. Da oltre sessant'anni affianca i propri clienti in diversi settori e geografie nella trasformazione del business, unendo chiarezza strategica e intelligenza artificiale applicata per generare impatto concreto: risultati misurabili, capacità innovative e attitudine al cambiamento. Presente in Italia da oltre trent'anni, BCG opera attraverso gli uffici di Milano e Roma ed è alla guida del sistema East Mediterranean and Caspian (EMC).