Milano—L’industria globale dei fornitori automotive ha superato gli anni più acuti della crisi, ma tassi d’interesse stabilmente più elevati rispetto al periodo pre-2019, tensioni geopolitiche, nuove barriere commerciali e una transizione all’elettrico più lenta e disomogenea del previsto, stanno ridefinendo equilibri e catene del valore. È quanto emerge dal 2026 Global Automotive Supplier Study di Boston Consulting Group (BCG), che analizza oltre 750 fornitori e quasi 50 case automobilistiche nel mondo, integrando una survey su 127 executive C-level e l’esame di più di 450 mosse strategiche annunciate dal 2024.
Il dato più evidente riguarda le traiettorie di crescita e redditività dei fornitori attivi in nuovi settori e di quelli specializzati in componenti tradizionali, che hanno registrato una netta divergenza: tra il 2019 e il 2024, i fornitori di semiconduttori hanno riportato una crescita media annua dei ricavi del 15%, mentre i player delle batterie hanno raggiunto un impressionante +45% medio annuo. Al contrario, i componenti per motori a combustione interna (ICE) sono destinati a una contrazione del 3% medio annuo tra il 2025 e il 2030, che potrebbe arrivare fino a circa l’8% annuo tra il 2030 e il 2035. Parallelamente, le marginalità EBIT dei nuovi domini risultano strutturalmente superiori alla media dei fornitori, ampliando ulteriormente il divario competitivo.
«Il settore si trova oggi in una fase di trasformazione permanente, in cui alla riallocazione dei bacini di valore si somma una pressione esterna senza precedenti recenti», commenta Giuseppe Collino , Managing Director e Partner di BCG. «Negli Stati Uniti il tasso medio ponderato dei dazi ha raggiunto circa il 16%, il livello più alto da quasi un secolo, oltre il 70% dei datori di lavoro nel mondo fatica a reperire personale qualificato e la fiducia delle imprese in Europa e Cina rimane debole. In questo contesto il divario di percezione si amplia: i manager restano relativamente fiduciosi sulle performance delle proprie aziende, ma molto più cauti sull’evoluzione del quadro esterno. Per i player dell’automotive questo è il momento delle scelte strategiche: ripensare modello economico, portafoglio e supply chain, accelerare sull’intelligenza artificiale e rafforzare le competenze chiave. Le aziende che sapranno riallocare capitale e capacità verso le aree di crescita emergenti definiranno la prossima fase dell’industria.»
Quali sono le prospettive di crescita del mercato dei componenti automotive?
L’analisi prevede una crescita della domanda complessiva di componenti automotive di circa il 3,5% annuo tra il 2025 e il 2035. Tuttavia, sotto questa media si cela una profonda riallocazione del valore, sempre più trainata dalla transizione verso veicoli software-defined e guidati dall’intelligenza artificiale. Nonostante partano da una base di fatturato relativamente modesta, per i componenti legati ad architetture elettriche ed elettroniche avanzate - ADAS e sistemi autonomi - è infatti prevista una crescita con tassi che potrebbero raggiungere la doppia cifra, a seconda del sottosegmento e dell'orizzonte temporale. Ad esempio, si prevede che il software per veicoli non ADAS registrerà una crescita robusta, compresa tra il 14% e il 16% all'anno anche al 2030.
Automotive: elettrificazione più lenta e domanda sempre più volatile
Le batterie e i sistemi powertrain per veicoli elettrici cresceranno attorno al 13% l’anno, ma la transizione verso i BEV procede con maggiore volatilità rispetto alle attese iniziali. Nel primo semestre 2025, diversi modelli elettrici in Cina, Europa e Nord America hanno registrato scostamenti fino a quattro volte rispetto alle previsioni di vendita, in positivo e in negativo. Questa transizione prolungata sta generando maggiore incertezza, difficoltà di utilizzo e costi elevati per i fornitori, che devono trovare un equilibrio tra la continua esposizione alle tecnologie ICE e ibride e un aumento della produzione di componenti per veicoli elettrici a batteria (BEV) che richiede tempi lunghi e ingenti investimenti.
Margini e redditività: si riduce il gap tra OEM e fornitori
Sul fronte finanziario, il divario storico tra OEM e fornitori si sta riducendo, ma con nuove tensioni. Tra il 2019 e il 2024, i ricavi delle case automobilistiche sono cresciuti mediamente del 5,2% annuo, contro il 3,5% dei fornitori. Tuttavia, sulla base dei dati effettivi e delle previsioni relative al primo-terzo trimestre del 2025, l’ultimo anno dovrebbe aver visto una contrazione del fatturato per entrambi, a cui seguirà una crescita più allineata tra il 2% e il 3% annuo fino al 2027. Sul piano della redditività, i margini EBIT degli OEM, dopo il picco del 2023, sono previsti in calo fino a circa il 4,8% sui conti del 2025, con un recupero ai livelli 2024 previsto non prima del 2027. I fornitori, invece, hanno mostrato un progressivo miglioramento e, includendo semiconduttori e batterie, hanno già superato gli OEM in termini di marginalità nel 2024.
Fornitori Automotive: come cambiano la strategia tra Cina, Nord America ed Europa?
Lo studio ha analizzato oltre 450 azioni strategiche annunciate pubblicamente, mostrando una reazione al contesto differenziata per area geografica. I fornitori cinesi adottano un approccio fortemente offensivo, puntando su espansione della capacità produttiva e nuove tecnologie. In Nord America prevale un mix tra innovazione e programmi selettivi di ristrutturazione. In Europa domina un equilibrio tra iniziative di crescita e interventi su costi, riorganizzazioni e M&A.
I cinque imperativi strategici per i fornitori automotive
Dall’insieme dei dati emergono cinque imperativi strategici: ridefinire in modo permanente la base degli utili, costruire sistemi di fornitura multilocali e resilienti, spostare il portafoglio verso i bacini di profitto futuri, fare dell’intelligenza artificiale il “sistema nervoso” dell’impresa e reinventare l’agenda delle competenze in chiave digitale. L’AI, in particolare, è destinata a permeare ingegneria, pianificazione, supply chain e pricing, integrandosi con gli obiettivi di riduzione costi, resilienza e crescita.
La fase di semplice risposta alla crisi è terminata. La pressione sui margini si sta nuovamente trasferendo a valle della filiera, mentre la riallocazione del valore verso elettrificazione, software e automazione è ormai strutturale. I fornitori che utilizzeranno questa fase come leva per ripensare radicalmente il proprio modello di business potranno non solo ricostruire redditività, ma contribuire a definire la prossima era della creazione di valore nell’automotive globale.
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